Domenica scorsa, nell’accogliente atmosfera della Libreria Gutenberg  di Barcellona  Pozzo  di Gotto, è stata presentata la silloge poetica di Maria Sottile dal titolo  Oltre le apparenze il cuore, edito dalla  Smaher di Giulia Carmen Fasolo, alla quale è stato affidato  il compito di  introdurre la serata. “Maria Sottile ha  pubblicato in maniera  editoriale solo questo volume di poesia, però ne ha tantissime altre, molto belle; alcune di queste sono delle vere e proprie poesie, altre hanno più l’aspetto di un aforisma o di un pensiero che lei aveva anche condiviso sui social”.  Dopo questa breve parentesi e avere introdotto la serata la Fasolo ha lasciato la parola a Raffaella Campo, relatore dell’evento. ”Grazie. Buonasera a tutti e ringrazio Maria per avermi scelto come relatrice della sua raccolta di poesie, ringrazio Carmen, ringrazio Giovanni che ci accoglie In questo ambiente così raccolto,  molto significativo per la nostra città.  Io  sono particolarmente legata  alla raccolta poetica di Maria,  anche perché è stata pubblicata in un momento un po’ particolare della mia vita,  in cui una persona a me cara è stata operata al cuore, per cui quando l’ho ricevuto in dono, e lei  ha presentato per la prima volta  il testo mi è sembrato quasi un segno e l’ho donato a quella persona. Quindi  se penso  alla poesia di Maria la prima funzione che mi viene in mente  è quella di  conforto,   e io penso che la poesia di ogni tempo abbia come primo e grande  fine  proprio quello di consolare,  confortare l’anima, al di là di quelli che poi possono essere gli artifici. E la poesia di Maria ti colpisce perché non trovi  nessun artificio: è una poesia molto onesta, molto diretta, poi anche molto limata, è proprio aperta al pubblico e lettore e questo lo si vede proprio anche dal titolo. Inoltre, Maria  ha un grande predecessore, Umberto Saba, il quale diceva  che il poeta non deve avere paura di usare parole che possono apparire scontate, ormai troppo usate oppure  svuotate di significato. Perché certi sentimenti,  certi risvolti hanno quel significato,  hanno quella parola come  elemento distintivo e quindi non bisogna aver paura,  bisogna semmai avere la forza e la capacità di rinnovare significati di cui le parole stesse sono protagoniste. Detto ciò potrei definire quella di Maria proprio una poetica dell’onestà e la sua poesia io la definisco un luogo d’incontro perché lo scrittore con un atto di generosità si mette nelle mani del lettore  e qui avviene l’incontro tra le due anime; infatti in una delle sue liriche di cui leggo soltanto una parte Maria scrive vibra nell’aria o sentimento puro sublime intoccabile e amore passione desiderio immenso di dare e ricevere quello che la vita ci ha riservato. E poi in che si intitola proprio poesia lei scrive. Poesia sono io sei tu Che cos’è la poesia? Mi domandai guardando l’azzurro del mare calmo della sera, cos’è poesia ossa quando mi chiedi? poesia Un alito di vento che dopo aver sfiorato il mio cuore continua la sua corsa puoi dire il richiamo in reali di un sogno e tenerezza di una madre che cura il suo bambino il pensiero costante di colui che ama ricambiato.  Poesia è il cielo stellato,  poesia, sono io sei tu.

E quest’ultimo verso particolarmente significativo perché è  una un’apertura nei confronti del lettore che immediatamente ci mette in un clima molto pacato. In questo volume l’autrice ha fatto già una selezione,  è lei, infatti,  che ci guida in quella che è una trama di significati,  di sentimenti,  di ricordi e di immagini che pian piano emergono e non si nota anche la fatica che l’autrice fa nel tirar fuori queste immagini poetiche.  Anche  questa non è una scelta casuale parole e silenzi, infatti lei dice. Ascolta la sua voce profonda e intensa. Accogli la sua la sua forza che tutto si muove tutti i nodi dipana e poi dall’altra parte scrive volano via le parole uccelli migratori liberi di andare e ritornare volano sfiorandoti l’anima, quindi la poesia diventa in tante altre liriche se lo scavo interiore lo scandaglio e poi da questo silenzio nascono le parole che si traducono in immagini. La cosa che si nota immediatamente è la capacità che ha Maria di entrare nel ricordo  anche un doloroso perché attraverso il tempo si torna  indietro per fare i conti  con chi non c’è più ma anche con quella parte di noi che non c’è più, e quindi c’è un tentativo di fermare quegli attimi attraverso  la concretezza delle parole e farle rivivere dare loro una esistenza e questo lo si nota in tanti testi come ad esempio nella poesia Le due metà Silenzio e nel silenzio la mente va viene da te è mai ti lascio rivede quelle fattezze tanto amate desiderate Rivedo con gli occhi della mente i tuoi atteggiamenti i nostri Dolci momenti e l’anima si strugge facendo piangere quell’essere che oltre la vita trama sul cuore sempre per l’eternità nell’anima con me, ti porterò sperando di ritrovarti ancora per ricongiungere queste due metà; qui non sappiamo chi sia il destinatario,  in altri versi invece il destinatario è chiaro; si vede chiaramente l’immagine del padre che lavora nei campi, l’immagine della madre.  Per certi versi un mondo che non c’è più.

Verso dopo verso Maria si è raccontata arricchendo il suo pubblico  con aneddoti ed emozioni che da lei si sono estese ai suoi ascoltatori che le hanno abbracciate senza più remore.