Strepitoso successo per il nuovo allestimento di   “Biancaneve” portato in scena venerdì scorso dalla Compagnia dei Balocchi di Sasà Neri che, ancora una volta, hanno catturato l’attenzione del pubblico del Teatro Annibale di Messina.

In scena 32 performer che in quasi due ore e a seguito di 13 canzoni, tutte rigorosamente dal vivo,  hanno conquistato lunghi e convinti applausi.

 A colpire è stato soprattutto l’approfondimento drammaturgico come  la regina malvagia che  è mossa da pulsioni  umanissime, a partire da una voglia di potere che fa terra bruciata, passo dopo passo, di ogni altro sentimento. Né è figura a due dimensioni la fanciulla in fiore che ingaggia con l’innamorato un duetto amoroso sulle parole di Shakespeare e anziché canticchiare motivetti da cartoon si presenta con “La vie en rose”. Per non dire del principe interpretato da Alberto Zaccaro che confessa di essere “on fire” sulle note di Springsteen, accompagnandosi con la sua chitarra. Alle nere atmosfere create dallo specchio Gaia Scorza e dalle streghe Anna Curcuruto, Alessandra ed Elisabetta Gugliandolo, Laura Motta, Viviana Romano, Caterina Pastura, Giuliana Quinci, tutte voci soliste in diverse scene, fanno da contraltare i picchi comici dei nani, che qui sono “omuncoli” creati dall’alchimia. Ed è proprio un’alchimia rara che fa dei sette amici la squadra comica per eccellenza. Tra loro, Santi Lembo, un Brontolo cinico e dall’accento slavo, fa sbellicare con più di una improvvisazione a cui gli altri sei – Francesco Gerbino (voce solista), Davide Caputo, Ferdinando Crisafulli, Giorgio Galipò, Damiano Gatto, Riccardo Ingegneri – rispondono con ritmo e presenza.

Risate in corsa anche con le Driadi, Laura Fiorello, Sabrina La Bella, Carol Minutoli, che ingaggiano battibecchi e lotte con gli avvoltoi, Arianna Cama e Eleonora Mondello, in uno dei quadri più esilaranti, in cui la foresta incantata non solo parla e gioca brutti scherzi, ma ha in ogni albero un personaggio, con Elisa Messina salice che più piangente non si può e Martina Amoroso (betulla), Aurora De Domenico (quercia), Noemi Trifirò (tiglio).

Dramma, invece, con il Re Karl di Leonardo Mercadante, figura d’uomo ingannato e usato fino alla morte, e il cacciatore Simone Siclari che nel suo “Midnight Blues” racconta la disperazione di chi non sa sfuggire al proprio destino, e timbro decisamente sofisticato con il trio composto dal corvo Chiara Frisone, la colomba Emilia Cacciola e il gufo Marina Cacciola chiamate a rappresentare, ricordare (e cantare) le difficoltà dell’adolescenza ma anche “l’altra faccia” della storia.

Sul bacio finale tra Biancaneve e il Principe, che, a sorpresa, arriva solo dopo che la principessa riconosce, con baci e abbracci, l’amicizia degli “omuncoli”, il sipario si chiude al suono di un applauso che sembra non finire più e infatti continua per tutti i numerosi rientri alla ribalta della Compagnia.

Ancora una volta l’emozione corre veloce sulle  assi di un palcoscenico che, a vari livelli, porta in scena le diverse sfumature della vita.